«Casa Tyneford» di Natasha Solomons, un romanzo cha fa palpitare il cuore come fossimo ragazze d’altri tempi

All’inizio pensavo che la storia se la fosse inventata la scrittrice: in Casa Tyneford, la protagonista, Elise Landau, ebrea viennese, viene mandata in Gran Bretagna come cameriera a ridosso dello sterminio degli ebrei. Elisa è figlia di due artisti, il padre è un celebre romanziere. Hanno una casa bellissima, cameriere, vestono di seta e raso. Ecco, io mi domandavo come fosse possibile che una famiglia così benestante non avesse la possibilità di salvare la figlia garantendole un altro lavoro all’estero, anche solo dama di compagnia. Invece, l’autrice Natasha Solomons spiega, a fine romanzo, che si è ispirata alla vera storia della prozia scappata in Inghilterra dove fu assunta come bambinaia.
Fatta questa premessa, Casa Tyneford (Neri Pozza) è uno di quei romanzi-fiume in cui ti immergi appassionatamente. Elise sbarca dunque in Gran Bretagna e si ritrova assunta in una grande villa a ridosso del mare (il mare inglese non ve lo scordate è con le onde che si infrangono violente sulla costa mentre la piogga batte incessante sulle roccie e il vento tira come non mai) e della campagna. La casa appartiene a un uomo solitario, con un figlio giovane ed entusiasta della vita.
Elise vive in soffitta come è dovere di un membro della servitù, ha mani che diventano ruvide, deve imparare a pulire tutta l’argenteria e conosce la bellezza della primavera inglese, imparando i nomi dei fiori in inglese. Accadono tante cose che ovviamente non rivelo per non fare spolieraggio e poi c’è la guerra (con un accenno anche alla celebre battaglia di Dunkirk). Il romanzo prende così un’altra piega ed ebbene io, raggomitolata su una sedia, tisana e reclusione da covid, non ho fatto altro che pensare a quanto dovesse essere terribile vivere sotto la guerra non per due mesi, ma per anni. È stato un pensiero banale certamente, ma la storia di Elise aiuta anche a relativizzare, oltre che immergerci nella meraviglia della vecchia Inghilterra. Perché come hanno scritto i critici, Casa Tyneford è un po’ Downton Abbey, un po’ un po’ Irène Némirovsky, con una spruzzata di Lehman Brothers». Bel libro, davvero.

 

 

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Libri per i giorni sì e i giorni no – di Lavinia Capritti

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